Sarà che a quindici anni già non me ne fregava un cazzo.
Sarà che a quindici anni già non me ne fregava un cazzo che ora mi sfianco nel pensare "cristo, anche stamattina è arrivata". Sarà per questo che mi passa tutto sulla pelle, o sarà che da quando avevo 4 anni mi è sempre sembrato più facile fare quello che mi veniva detto. Sarà per questo motivo che quando sorrido i muscoli delle labbra mi si tendono, si seccano, i denti stridono, o sarà che non me n'è mai importato nulla per davvero. Sarà che a quindici anni avevo già capito che la gente non mi piaceva, che non sarei mai piaciuto a loro, sarà che "sei strano" me l'hanno detto davvero in tanti, e quando sono così tanti ti chiedi se il freddo che c'è dentro, e l'indifferenza, e quel tocco di superbia che mi fa sentire stronzo persino con me stesso traspare all'esterno così vivacemente, come se fossi fatto di vetro. Sarà che i miei sogni si sono tutti avverati, quando a quindici anni cantavo Sludge Factory pensavo di rimanere fino a ripagare, o sarà che sono rimasto troppo.
Ci sono tante persone qui dentro me, alcune abbozzate come due occhi e una bocca che hai visto in sogno anni fa e ti sembra di riconoscere in ogni individuo che prenota la tua stessa fermata nel bus. Altri sono incisi così a fondo, che se facessi scivolare una goccia d'acqua nei loro contorni dipingerebbe i loro volti prima di cadere a terra. Ci sono attimi, istanti, secondi interminabili che rimbombano in testa come se da un momento all'altro dovessero succedere di nuovo, che mi fanno fermare per strada, nel nulla, a dover chiudere gli occhi tanto sono forti, a coprire la musica con il loro frastuono, che arrivano come lampi in un punto ideale che congiunge la radice del naso alle palpebre serrate. E ci sono mesi, anni, del quale non rimane alcuna traccia se non qualche tenue ricordo. Vorrei vivere nei primi, e morire negli altri.
Ma la verità è che non ci è concesso scegliere dalla nostra vita più di quanto non ci sia concesso dimenticare. E se vi trovaste di fronte il vostro io di quindici anni? Ne avreste il terrore? Non provereste pietà per quella creatura? E non la proverebbe egli per voi? Probabilmente non mi riconoscerei per strada, mi imbatterei solo in un altro ragazzino brufoloso, dall'odore inconfondibilmente adolescenziale, un misto di deodorante, sudore, e sigarette fumate di nascosto, quelle che hanno il sapore più buono, un gusto che ti rimane sulle dita, le tinge come avessi preso il miele dal barattolo con un dito. E lui mi squadrerebbe come un vecchio forse, che si avvia verso una vita adulta noioso e no, lui non farà mai questa scelta, lui sogna il grunge e Seattle, lui ha una chitarra in spalla, mentre si nasconde dietro la banca a fumare. Posso anche descriverlo. Ha un paio di anfibi neri, pesanti, dalla punta in metallo che sporge comicamente, e si chiede guardandoseli perché quell'effetto buffo lo facciano solo i suoi, comprati alti e con tanti lacci, e portati miseramente nascosti sotto un paio di jeans, sdruciti e strappati alle ginocchia e ai piedi. E' evidente che gli strappi sulle ginocchia sono "autoinflitti", ma quelli sotto i piedi sono dovuti al calpestio continuo degli orli, fino a farne una filigrana penzolante come i bordi di un tappeto, ricettacolo polvere e cenere di sigaretta. Sopra, un felpone con cappuccio da cui traspare in profondità una t-shirt sottostante, un bracciale borchiato molto politicamente corretto al polso. Capelli lunghi, alle spalle, sporchi anche quando sono lavati. Cristo, alle superiori ero un merda. O non ero io. Ti chiamerò Victor, mi è più facile mentre ti guardo correre a prendere il bus per andare alle prove di un gruppo che si scioglierà poco dopo.
Eccolo Victor. Victor è convinto che scopare, fumare erba e fare un disco sono le cose necessarie a sufficienti a chiudere la propria esistenza, e programma il suo suicidio con tanto di lista della spesa
venerdì 25 ottobre 2013
giovedì 3 ottobre 2013
Fade out again
Delle volte vedo attorno alla nostra testa corone luminose che cingono i nostri pensieri. Corone dalle spine acuminate che si spingono dorate come cristalli citrini nel fondo della pineale. Ci agitiamo come steli d'erba intorno alle nostre corone, divine sante creature, nostri piedi contornano l'asse, come agitati da un vento di velcro e lana vetrata. Ecco di fronte a noi la congrega, dinnanzi a noi si erge la creazione.
domenica 11 agosto 2013
mercoledì 17 luglio 2013
II
Victor ha perso le facoltà verbali per tre giorni quando aveva 8 anni, o così racconta. Mi disse che si svegliò una notte, era completamente al buio, attorno solo il nero, e tre luci danzavano davanti ai suoi occhi appena visibili, dalle coperte tirate fin sul naso, come due piccole monete luccicanti cadute sul marciapiede. Si svegliò nel cuore della notte, e attese. Quelle tre piccole animelle danzavano avanti e indietro a un metro dal suo naso, come scintille che salgono dalla sigaretta accesa nel vento d'estate. Attese. Inutile dire al piccolo che probabilmente si trattava di riflessi dalle luci per strada, non vi avrebbe mai creduto, e con gli occhi affannati di chi cerca una verità non del tutto inesistente, vi avrebbe squadrati, indagati, gettati nella scatola chiusa dell'inattenzione come un bimbo che perde interesse per il suo giocattolo. Io posso immaginarlo quel bambino, non doveva essere diverso dal mio io di allora: basso, magrolino, un fantasmino a sua volta, dagli occhi spalancati come a voler studiare ogni cosa, loquace e verboso come chi sa di essere già avanti per l'anagrafe. Quegli spiritelli urbani si inflissero nel suo ego, e trovandogli la scusa per cucirsi la bocca, gli regalarono un avvenire furioso e impetuoso, ma solo nel suo sub-inconscio. Quando più di due lustri dopo gli spiegai che anche a me capitò, e che non gli diedi il peso che lui volle riconoscer, e concedere, loro, mi disse che nasciamo tutti con un peso dell'anima maggiore di quello dei nostri occhi, sta a noi fare in modo che il rapporto non si inverta contro-natura.
Deliquio.
Deliquio.
domenica 9 giugno 2013
La prima volta
La prima volta
ho visto
il nulla
che si travestiva di bianco
La seconda volta
ha bussato
alla mia porta
con le dita insanguinate
le nocche scorticate
le unghie nere
La terza volta
ho rabbrividito
nel vedere
il telefono squillare
L'ultima volta
è entrato
nella stanza
vestito di nero
brandendo
il coltello
sussurrava
"La prima volta
ho corso
inseguito
da cani affamati"
..
"La seconda volta
ho saltato
filo spinato
squarciandomi in due"
..
"La terza volta
ho strisciato
con mani e piedi
lontano da qui"
..
"L'ultima volta
sono rimasto a terra
vuoto come tronco
le braccia come rami
diretti verso la fine"
ho visto
il nulla
che si travestiva di bianco
La seconda volta
ha bussato
alla mia porta
con le dita insanguinate
le nocche scorticate
le unghie nere
La terza volta
ho rabbrividito
nel vedere
il telefono squillare
L'ultima volta
è entrato
nella stanza
vestito di nero
brandendo
il coltello
sussurrava
"La prima volta
ho corso
inseguito
da cani affamati"
..
"La seconda volta
ho saltato
filo spinato
squarciandomi in due"
..
"La terza volta
ho strisciato
con mani e piedi
lontano da qui"
..
"L'ultima volta
sono rimasto a terra
vuoto come tronco
le braccia come rami
diretti verso la fine"
martedì 9 aprile 2013
giovedì 4 aprile 2013
lunedì 1 aprile 2013
Victor abbassa lo sguardo, si avvede della sigaretta che rotola ai suoi piedi. La raccoglie, mentre mi osserva passa la fiamma di un cerino sotto il filtro, agitandolo un po' e facendo scivolare tra le dita il filtro, poi la prende, la infila tra le labbra ancora calda. Mi squadra, mi dice che sono bravo a sfuggire, ma che faccio apposta a farmi prendere, in un modo o nell'altro. Non posso negarlo, gli rispondo. Victor mi somiglia. Mi racconta di quando giocava a nascondino attorno alla sua scuola, dei corridoi allagati, dei posti in cui non batteva mai il sole. Mi passa la sigaretta mentre fissiamo la gente passare. Che ora di merda.
sabato 8 dicembre 2012
Mi muovo, lei volta la testa, muove le labbra, dice qualcosa che non riesco a sentire.
Stanotte ho sognato che non eravamo ancora morti. Ci addentravamo per stanze luminose in palazzi decaduti, come l'anima nella gangrena. E se il paradiso fosse questo, onirico, vissuto tra un giorno e l'altro, non ci sveglieremmo mai più.
Stanotte ho sognato che non eravamo ancora morti. Ci addentravamo per stanze luminose in palazzi decaduti, come l'anima nella gangrena. E se il paradiso fosse questo, onirico, vissuto tra un giorno e l'altro, non ci sveglieremmo mai più.
mercoledì 1 agosto 2012
pareidolia
La mia essenza è una parassitosi divinatoria.
Noi siamo corpi estranei che si svegliano
e si riconoscono per pareidolia.
La nostra anima è viscerale, calcolatrice
un errore comune
crederci ancora esseri viventi
Noi siamo corpi estranei che si svegliano
e si riconoscono per pareidolia.
La nostra anima è viscerale, calcolatrice
un errore comune
crederci ancora esseri viventi
mercoledì 25 luglio 2012
N vive d'inedia e spargimenti di sangue. Gli scrivo una lettera per chiedere dello stato delle sue manie. N dipinge il diavolo ed è convinto di averne visto il volto un giorno sul marciapiede opposto. Lo guardava fisso e scuoteva la testa. N si sente l'anima scivolare via se qualcuno gli fa una foto. Ma distribuisce il suo autoritratto inciso su lamine di rame. G confessa di trovare curiosa la sua esistenza.
La mattina di capodanno siamo andati a raccogliere per le strade ciò che restava. Ho detto a N che non è al sicuro dalla rovina. G si volta, mi guarda fisso negli occhi, poi abbassa la testa e freme di rabbia: "Tu sei vuoto. Non fai altro che respirare, mai che trattieni l'aria". Abbasso lo sguardo. G ha ragione. sono vuoto come il costato di cristo. "Io almeno non ho mai pretesto di essere vero."
La mattina di capodanno siamo andati a raccogliere per le strade ciò che restava. Ho detto a N che non è al sicuro dalla rovina. G si volta, mi guarda fisso negli occhi, poi abbassa la testa e freme di rabbia: "Tu sei vuoto. Non fai altro che respirare, mai che trattieni l'aria". Abbasso lo sguardo. G ha ragione. sono vuoto come il costato di cristo. "Io almeno non ho mai pretesto di essere vero."
sabato 23 giugno 2012
Ho conosciuto in sogno un ragazzo
mi dice di essere algerino
mi offre droghe in polvere
gli dico che deve smettere o non farà una bella fine
Entriamo in una casa, di straforo
siamo noi e una madre indaffarata
non si cura di quanti dormono nel suo corridoio
la stanza di suo figlio è ordinata
lo mette a letto, posso vederlo da una parete di vetro che da sul corridoio
decide che è tempo di uscire
ci infiliamo nella stanza del figlio per uscire dalla finestra
finiamo in scale buie
finiamo per scendere fin troppo giù e giù
Ho conosciuto in sogno un ragazzo
mi dice di essere algerino
ma parla ucraino e si fa di eroina due volte a settimana
non durerà molto gli dico
mi dice di essere algerino
mi offre droghe in polvere
gli dico che deve smettere o non farà una bella fine
Entriamo in una casa, di straforo
siamo noi e una madre indaffarata
non si cura di quanti dormono nel suo corridoio
la stanza di suo figlio è ordinata
lo mette a letto, posso vederlo da una parete di vetro che da sul corridoio
decide che è tempo di uscire
ci infiliamo nella stanza del figlio per uscire dalla finestra
finiamo in scale buie
finiamo per scendere fin troppo giù e giù
Ho conosciuto in sogno un ragazzo
mi dice di essere algerino
ma parla ucraino e si fa di eroina due volte a settimana
non durerà molto gli dico
sabato 19 maggio 2012
domenica 6 maggio 2012
e poi c'era una corsa su un sentiero di rovi
ma non avevamo paura perché non sfioravamo il terreno
e quella canzone urlata in sottofondo
non ricordo le parole
e poi c'erano rami e alberi
e poi il fiume
e il vuoto
e mi chiedevo perché nei sogni e nei film la gente quando cade non lascia tracce di sangue..
venerdì 20 aprile 2012
martedì 17 aprile 2012
La città nei miei sogni ha un crepuscolo arancione
strade che non conosco
gente con polsi tagliati scrive sui muri
mentre attorno si stringono i muri delle case.
La città nei miei sogni non ha fiato
ci sono rotaie e cani da sfuggire
fabbriche abbandonate e strade non asfaltate
poi ancora case e ville simmetriche
e poi ancora asili grigi per bambini
e niente stelle
La città nei miei sogni non ha muri colorati
non vive di vita propria
non guarisce
La città nei miei sogni non parla di notte
esclude il ritorno del sole.
Ricordo un viale alberato
un parcheggio di un grande magazzino
un bar di periferia
un negozio di giocattoli
archi e piazze monumentali
strade affollate
ambasciate nel buio
muri delle stanze che si tingono di rosso
pub nella città vecchia
salite e discese ripide
api e parchi posseduti
case spiritate
la città nei miei sogni ha quartieri fantasma
e case buie
con candele accese a ogni finestra
per illuminare gli sguardi di chi vi abita
fissi su di me
E poi vedi il sole sorgere
un'unica volta in mille anni vissuti
nascondendoti tra piante velenose e spine
vedi il sole sorgere in mezzo a un mare d'oro
e la visione più simile a dio ti si para davanti
e allora vivresti secoli in questa città d'inferno
pur di rivedere ancora con occhi spalancati
il buco bianco sorgere e spargere aghi dorati
che spezzano qualsiasi resistenza
La città nei miei sogni non ha muri colorati
non vive di vita propria
non guarisce
La città nei miei sogni non parla di notte
esclude il ritorno del sole.
Ricordo un viale alberato
un parcheggio di un grande magazzino
un bar di periferia
un negozio di giocattoli
archi e piazze monumentali
strade affollate
ambasciate nel buio
muri delle stanze che si tingono di rosso
pub nella città vecchia
salite e discese ripide
api e parchi posseduti
case spiritate
la città nei miei sogni ha quartieri fantasma
e case buie
con candele accese a ogni finestra
per illuminare gli sguardi di chi vi abita
fissi su di me
E poi vedi il sole sorgere
un'unica volta in mille anni vissuti
nascondendoti tra piante velenose e spine
vedi il sole sorgere in mezzo a un mare d'oro
e la visione più simile a dio ti si para davanti
e allora vivresti secoli in questa città d'inferno
pur di rivedere ancora con occhi spalancati
il buco bianco sorgere e spargere aghi dorati
che spezzano qualsiasi resistenza
mercoledì 4 aprile 2012
martedì 6 marzo 2012
burning part of me
I hold her to her word and she holds me 'till I'm still
Revenge and resolve are up against the weakening will
She makes me forget the times I lose my head
And she makes me regret every bitter word I said
In her eyes I could get lost forever
In her heart I feel like the sun
But it makes me shiver when I feel the difference,
it makes me shiver when she's gone
There's evil in the heart and action without sense,
And all the cages that we built are no defense
She is the prison that' s holding me,
She is burning up all the red I see.
In her eyes I could get lost forever
In her heart I feel like the sun
But it makes me shiver when I feel the difference,
it makes me shiver when she's gone
She's burning part of me
Destroying part of me.
She's burning part of me.
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