In fear every day, every evening, He calls her aloud from above, Carefully watched for a reason, Painstaking devotion and love, Surrendered to self preservation, From others who care for themselves. A blindness that touches perfection, But hurts just like anything else.
Isolation, isolation, isolation.
Mother I tried please believe me, I'm doing the best that I can. I'm ashamed of the things I've been put through, I'm ashamed of the person I am.
Isolation, isolation, isolation.
But if you could just see the beauty, These things I could never describe, These pleasures a wayward distraction, This is my one lucky prize.
Isolation, isolation, isolation...
potessi davvero sentire quello che sento e provare quello che provo l'orrore che traspare dalla mia mente e cola dai miei occhi il timore dell'attimo istantaneo e fermo e l'impossibilità di chiudere gli occhi dover guardare attraverso le dita
condannami ti prego perchè ricordo quando ero bambino e le finestre sbattevano d'improvviso come se qualcosa si scagliasse forza contro le persiane
condannami perchè ricordo ogni fantasma amico fragile che ho ucciso nella mia infanzia
condannami perchè ricordo i campi di soia e il viale alberato lontano ricordo l'odore della terra bagnata della muffa nel cortile e dell'albero di magnolia ricordo i fiori velenosi e i petali bianchi che appassivano carnosi a terra color ambra morbidi come le tue guance
condannami ti prego perchè oggi ricordo persino le formiche sulle more dietro al cimitero i buchi sul marciapiede e sulle nostre ginocchia le lacrime asciugate da mio nonno e i suoi maglioni
condannami ancora se dico di ricordare la bambina che ci guardava baciarci sulle altalene e rimaneva perplessa perchè ogni ricordo e parola non detta mi frusta il cuore e mi svuota l'anima
svegliami quando sto per morire e fammi guardare in faccia al giorno che crepa poi lasciami affondare e andare alla deriva lasciami annegare e prendere finalmente il mio tempo perchè sono stanco di correre I was born to love no one No one to love me
Sarà davvero arrivato il tempo per uscire dal letargo per svelare le nostre maschere più amabili e riporle Sarà arrivato il tempo del violento incedere del silenzio della stasi, dell'agghiacciante terrore di vedersi persi Sarà arrivato il tempo di riprendersi le colpe e farne un rifugio
Sarò rapito dalla mia assenza di controllo mentre tutte le mie percezioni rendono confuso e macabro e perverso ogni suono disperso nell'etere che mi circonda privo di fondamenta su passo marziale tace il fumo che si leva dalla mia sigaretta rigor mortis
venerdì 31 luglio 2009
well, i've had enough, wasting my body, my life i'll come away, come away from the shallows
but can this sullen child, as bound as the ox that i ride, climb to the heart of the white wind, singing, high, and blow through my frozen eyes?
Scrollò lo sguardo piantandolo per terra, trattenendo lo straripare di parole che sarebbero uscite senza causa nè ragione. Era fatto così, non poteva trattenersi dal rendere ogni cosa, anche la più semplice, la terribile angustia di un mettersi in discussione. Ora guarda quanto le tue rovine rendono il tuo pensiero malinconico nel considerare quanta sciocchezza esiste nell'essere unici. Nessuno può evitare di essere se stesso, a meno che non si convinca di essere uno straniero. Come da piccoli giocare a guardie e ladri, nascondendo il viso dalla maschera più pesante. Non si era mai accettato. Ora, notte, quando lo smog della città si posa come una coltre tra la selva di lampioni, guardava stupito il suo riflesso nella portone a vetri della sua ragazza.
questo non succede alle persone prive di sembra di non poter appartenere a niente vorrei ucciderlo finestra aperta sul cortile che si bagna oh so many times
mi serve una sigaretta per cancellare tutto la mia paranoia mi assale come la luce del corridoio in faccia come la voce di molko come le voci che escono dalla mia testa e mi si attorcigliano intorno alla musica e pretendono di essere ascoltate ma sono stanco I could sleep for a thousand years
domenica 14 dicembre 2008
viva la gente che uccide e gode piantatemi il coltello almeno un po' più in fondo almeno potrò dirvi di essere arrivati al cuore
giovedì 31 luglio 2008
ricordi gli abbracci bagnati dal sudore dell'estate avvinghiati sulle lenzuola?
martedì 15 luglio 2008
noi spariamo veloci pallottole contro i nostri petti ansimanti raffreddando il battito con urla d'agonia straziante prega che il cristo si sporga fino a cadere per vederlo spezzarsi in fondo
sabato 5 luglio 2008
cristo uccidimi almeno le mie sofferenze saranno pagate 30 denari
Torbido mi lecco le dita il lezzo della mia inettitudine aleggia sulle mie membra vorrei trascinarmi per i capelli a girare per la stessa merda di città colorandola con un po' di sedativi al gusto di sciroppo sperando che in fondo non possa andare diversamente da come desidero sputandomi addosso quello che resta della mia deprivazione cerco ancora di ricordarmi chi avrei voluto essere davvero sperando che l'elastico per impiccarsi cada in fondo giù
Sono le sette di un qualsiasi giorno di primavera basti sapere che il sole è sopra l'orizzonte offuscato da una nebbiolina color piombo che tinge il cielo di un asettico indaco nascondendo il sole e il suo pallido rosseggiare. Non importa quale giorno. Due sigarette consumate di fila, con una fatalità tumultuosa nell'accenderle con un tenue chiarore dell'accendino che inonda il viso. Non importa quale giorno. Nella testa sorta di scomodo girare di vinili persone che andrebbero chiamate cose che andrebbero fatte un tedio che andrebbe attenuato o sostenuto con un risveglio di primavera che risente della fredda passività invernale. Non ha fatto un cazzo tutto l'anno, e ora cerca sollievo nel pensare a come gli era facile capire le cose una volta. "Qual è il tuo numero preferito?" non avrebbe saputo dirlo gli zeri e gli uno l'alpha che vuol dire l'inizio che vuol dire incognita parametrica trascurabile distanza tra il non sapere e il saper iniziare tra il grado e il modulo tra l'indefinitezza e la nitidezza dell'alphabeto la beta il secondo esatto che già nella forma assume la duplicità dell'alto e del basso una doppia indefinitezza la dualità dell'infinito che nella forma sottolinea come in realtà non abbia importanza da dove si parte ma si arriva sempre alla dicotomia dell'esistere al pensare di poter racchiudere il tutto e al pensare di poter liberare il nulla. Non importa quale giorno. Ne aveva persi tanti di giorni che uno in più cambiava così tanto da definire la differenza tra esistenza e inesistenza "un non so che attaccato all'anima". Non importa quale giorno. Sono le sette e ventotto di un giorno qualunque di primavera. Il crepuscolo si tinge di grigio le ombre in cielo di un azzurro asfittico. Sono le sette e ventinove di un giorno qualunque di primavera non importa quale giorno solo un numero prende il silenzio anche il soffocante calore di UN giorno di primavera primo vere Sono le sette e trenta di un qualsiasi giorno di primavera e non importa quale giorno
sì, alla fine l'ho capito ho capito da dove viene la mia schizofrenia di fare fare fare la mia mania di tenermi occupato facendo mille cose contemporaneamente
se non faccio qualcosa, penso se non penso a qualcosa, penso
e non posso permettermelo
seneca sbagliava cazzo se sbagliava mai guardare indietro mai pensare al passato non per quanto riguarda i rimpianti non ne ho se non in campo artistico ma perchè se ci si perde nei ricordi non si agisce nel presente
devo imprimermi la forza di lanciarmi fuori di sbattere contro il vento che mi si frappone contro come quandod piccoli si mettono le mani fuori dal finestrino come quando ritornando dal mare immaginavo di correre accanto alla macchina, saltando ogni ostacolo
non permettete a voi stessi di ricordare non è produttivo le cose devono essere nel presente e anche se ho fallito lascio il mio testamento indietro, e non ci penso più