lunedì 15 novembre 2010


avere 14 anni ed essere dispersi
avere 16 anni ed essere dispersi
avere 18 anni ed essere dispersi
avere 20 anni ed essere dispersi
cambiano le tematiche e le giustificazioni per un'irreale e pervasiva
incapacità di adattarsi
un muro di incomunicabilità vige tra la mia testa e il mondo esterno
delle volte è come passeggiare sospeso da terra
avere 21 anni ed essere dispersi
tra le strade di notte
nebbia per il viale e macchine/macchie in movimento
spero di riprendere conoscenza
le luci si affievoliscono mentre vedo ombre seguirmi dietro me
per quanto acceleri mi restano incollate
se con lo sguardo le seguo si staccano con indifferenza
ma non appena sono disattento ritornano ad ogni sguardo di lampione
provo ad alzare la musica nelle orecchie fino a quando non mi fanno male
ma non si ferma il rumore attorno
come sentire mille mosche ciarlare di ali e sventolare la merda mangiata a pranzo e cena
voglio passare il mio tempo a fissare il muro bianco fino a quando non cadrà l'intonaco
voglio levare i chiodi con le dita e scoprire colonie di scorpioni nascosti nel mio cappello
voglio disegnare sulla finestra un prato in fiore un faro e raggi di sole che come lame
divelgono le nubi trascinate per i capelli dal vento
e scontrarmi contro le porte per capire se è vero che sono materiale infine
per tranquillizzarmi
che se il mio cervello partorisce simili volgarità
non è un fatto di elettrochimica
ma solo di voglia di scoparti



essere



spenti



essere



vuoti



gente



comune



paradossare



voglie



vanno



via



con



droghe



passeggere

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